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"Bacheca d'Artista" con Giacomo Lusso

A marzo è esposta in bacheca l'opera di Giacomo LUSSO
“Il cielo in una stanza”
2018 - olio su tela cm 70x70
dalla mostra “L’Italia del Boom Economico”

Giacomo Lusso
Nasce a Malles Venosta (BZ) nel 1953 e vive ed opera ad Albisola. La sua prima mostra personale risale al 1972. Artista e sperimentatore, attraverso la ricerca in campo artistico, utilizza come mezzo espressivo le diverse tecniche ceramiche, la pittura e l’ideazione di azioni concettuali.
Dal “Sogno dei Segni” cambia radicalmente la rappresentazione artistica: non più la realtà retinica ma una ricerca riflessiva che mira al cuore (vedasi i giardini dell’anima), alla spiritualità e al tentativo di conoscere più profondamente se stessi.
I “Racconti della Luce” diventano la ricerca, in una sospesa tranquillità, dello spirituale interiore.
Certo il mestiere appreso nel fare artistico di anni aiuta a tradurre i sentimenti e le passioni in immagini visibili su tela o ceramica. Il colore scelto non casualmente tra i primari, ha la funzione alchemica di supportare ed evidenziare le emozioni e gli stati d’animo differenti.
All’attivo molte personali e collettive in Italia e all’estero con opere presenti in raccolte museali pubbliche e collezioni private.

GLexpo via Repetto 55r
17012 Albissola Marina SV  
e-mail:
cell. 338.5409940

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LUSSO

sabato 22 febbraio - ore 17, sms Baia dei Pirati di Porto Vado

Pubblico delle grandi occasioni alla presentazione della monografia su Giuseppe Amasio a venti anni dalla scomparsa.

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“DI SEDE IN SEDE”

Dal PCI al PD, il lungo percorso nei locali della politica savonese 

di Giancarlo Berruti  


Immediatamente dopo il 25 aprile '45, con il passaggio dall'attività clandestina a quella legale, la federazione provinciale del PCI savonese dovette affrontare rapidamente complessi problemi organizzativi, oltre che politici.
Le difficoltà erano tanto più grandi per la richiesta pressante di nuove iscrizioni che sollecitavano una adeguata opera di inquadramento ed attivazione degli aderenti.
Occorreva, in primo luogo, trovare una sede che fungesse da punto di riferimento per gli iscritti e, soprattutto, per le numerose organizzazioni, sia territoriali che di fabbrica, in fase di rapida costituzione.
In questo contesto, nei primi giorni dopo la Liberazione, la prima sede provinciale provvisoria fu individuata in un locale al primo piano di Via Orefici, nella città vecchia, che negli anni successivi venne acquistato dal Partito per divenire la sezione dei portuali dedicata al Partigiano Mario Sambolino.
I locali, però, da subito risultarono troppo piccoli per le impellenti necessità; infatti, dopo solo due mesi, vi fu il trasferimento nella prima storica sede di Corso Italia n° 3.

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